Decadimento cognitivo: quando il montascale è la scelta giusta
Montascale e decadimento cognitivo: quando è una soluzione sicura, quando non lo è e quali alternative valutare. Guida per familiari e caregiver.
Il tuo genitore ha ricevuto una diagnosi di decadimento cognitivo lieve. La camera da letto è al primo piano, il bagno attrezzato pure, e le scale stanno diventando ogni settimana un po' più difficili. Un montascale sembra la risposta ovvia. Poi però ti fermi e ti chiedi: sarà sicuro, per una persona che ogni tanto si confonde?
È una domanda giusta, e la risposta onesta è che dipende. In certe situazioni un montascale permette a una persona di restare a casa propria molto più a lungo, riducendo un rischio concreto. In altre, aggiunge un pericolo nuovo invece di toglierne uno.
Questa guida serve a capire da che parte si colloca la vostra situazione. Non sostituisce il parere dei medici: la valutazione clinica spetta al Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), al geriatra e, per l'autonomia in casa, al terapista occupazionale. Qui parliamo di ciò che conosciamo bene, cioè la casa, le scale e l'organizzazione quotidiana.
Perché le scale diventano un problema prima di quanto ci si aspetti
In Italia si stimano oltre un milione di persone con demenza, di cui circa 600.000 con malattia di Alzheimer, e circa tre milioni di familiari coinvolti direttamente o indirettamente nell'assistenza (Osservatorio Demenze, Istituto Superiore di Sanità). Considerando anche i disturbi cognitivi che non arrivano a una diagnosi di demenza, l'ISS parla di circa due milioni di persone (ISS, 2023).
Le cadute sono la prima causa di incidente domestico tra gli anziani, e fra i fattori di rischio riconosciuti non ci sono solo l'equilibrio e la forza muscolare: rientrano anche l'alterazione dello stato mentale, cioè la confusione, il disorientamento e i deficit di memoria (Epicentro, ISS).
Una scala mette insieme tre difficoltà nello stesso momento. Serve equilibrio, serve percepire correttamente la profondità del gradino e serve tenere a mente una sequenza motoria mentre la si esegue. Quando una di queste tre cose comincia a vacillare, la scala smette di essere un percorso automatico e diventa un ostacolo che richiede attenzione. Ed è proprio l'attenzione la risorsa che scarseggia.
Se stai leggendo perché hai notato i primi segnali, ti sarà utile anche la nostra guida alla prevenzione delle cadute in casa, con una checklist stanza per stanza.
Non esiste una risposta unica: conta lo stadio, non l'etichetta
"Demenza" è una parola che copre situazioni molto diverse, e per decidere sul montascale la diagnosi conta meno di quello che la persona riesce concretamente a fare oggi.
Decadimento cognitivo lieve. La memoria per i fatti recenti è indebolita, ma le attività quotidiane restano in gran parte autonome. In questa fase un montascale è di norma utilizzabile in sicurezza, e la persona può ancora imparare bene come si usa.
Demenza in fase iniziale. Servono più promemoria e più supervisione, ma le abitudini consolidate reggono. Un montascale installato adesso, e usato tutti i giorni allo stesso modo, ha buone probabilità di diventare una routine stabile.
Demenza in fase moderata. Imparare qualcosa di nuovo diventa difficile e possono comparire agitazione, diffidenza verso gli oggetti sconosciuti e difficoltà a riconoscere gli spazi. Qui il montascale funziona solo se è già entrato nelle abitudini o se c'è sempre qualcuno che accompagna.
Demenza avanzata. L'uso autonomo non è più realistico. Il montascale può ancora avere senso come strumento nelle mani di chi assiste, ma la scelta va ripensata insieme ai professionisti.
Un aspetto che spesso sfugge: la condizione cambia nel tempo. La domanda giusta non è soltanto "va bene adesso", ma anche "come sarà tra un anno" e "cosa faremo quando non basterà più".
Cinque domande da porsi prima di decidere
Sono domande pratiche, di quelle a cui un familiare sa rispondere meglio di chiunque altro.
- Riesce a stare seduta per tutta la corsa, senza provare ad alzarsi? È la domanda più importante di tutte. Una corsa dura in genere meno di un minuto, ma anche pochi secondi bastano se la persona decide di scendere a metà rampa.
- Accetta la cintura, oppure la slaccia appena si siede? Slacciarsi la cintura per abitudine, come si fa in macchina quando si arriva, è un segnale da non sottovalutare.
- Riesce a seguire una sequenza di tre passaggi? Sedersi, allacciare, tenere premuto il comando fino all'arrivo. Non serve che la ricordi a parole: serve che la esegua.
- Come reagisce agli oggetti nuovi in casa? C'è chi è incuriosito, chi indifferente e chi si innervosisce davanti a qualcosa che non riconosce. La terza reazione va messa in conto.
- Resta mai sola in casa, anche solo per un'ora? Un impianto usato senza nessuno nei paraggi richiede molta più cautela di un impianto usato sempre in presenza di qualcuno.
Se le risposte alle prime tre sono positive, il montascale è una strada percorribile. Se una delle prime due è negativa, vale la pena fermarsi e parlarne con i professionisti prima di procedere.
Quando il montascale è la soluzione giusta
Nelle fasi iniziali il montascale fa esattamente ciò per cui esiste: toglie di mezzo il punto più pericoloso della casa, e lo fa senza costringere la famiglia a stravolgere gli spazi o a trasferire la camera da letto in salotto.
C'è un elemento che gioca a favore, e che vale la pena conoscere. Le forme di memoria che riguardano i gesti e le procedure, quelle che ci fanno andare in bicicletta senza pensarci, si comportano in modo diverso dalla memoria dei fatti recenti. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Neuropsychology Review ha messo a confronto l'apprendimento procedurale di persone con decadimento cognitivo lieve amnesico o demenza di Alzheimer e di persone anziane cognitivamente sane: la differenza tra i due gruppi è risultata clinicamente e statisticamente trascurabile, e gli autori concludono che l'apprendimento procedurale sembra mantenersi in queste fasi (De Wit et al., 2021, accesso aperto). Gli stessi autori invitano alla prudenza: gli studi disponibili sono pochi e riguardano soprattutto le fasi lieve e moderata, quindi il risultato non si può estendere alle fasi avanzate.
La ricaduta pratica è semplice e conta molto: se un montascale serve, conviene installarlo presto, non all'ultimo momento. Una persona che impara a usarlo mentre è ancora nelle condizioni migliori ha molte più possibilità di conservarne l'uso quando le cose cambieranno. Aspettare che la situazione diventi critica significa chiedere a qualcuno di imparare qualcosa di nuovo proprio nel momento in cui imparare è più difficile.
Tre accorgimenti aiutano a consolidare la routine: usare l'impianto tutti i giorni, sempre nello stesso ordine di gesti, e accompagnare la persona nelle prime settimane anche quando sembrerebbe non servire più.
Come rendere più sicuro un montascale, se si decide di installarlo
Alcuni accorgimenti fanno una differenza enorme, e vanno decisi al momento del sopralluogo, non dopo.
L'interruttore a chiave. È il controllo più importante. Consente di disattivare l'impianto quando non deve essere usato, per esempio la notte o quando in casa non c'è nessuno. La chiave resta a chi assiste.
I comandi a distanza ai due piani. Permettono a chi accompagna di richiamare la poltroncina e di gestire la corsa, invece di lasciare l'iniziativa alla persona.
I dispositivi di sicurezza dell'impianto. Cintura, sensori che arrestano la corsa in presenza di un ostacolo e comando di arresto di emergenza. I montascale e le piattaforme inclinate destinate a persone con mobilità ridotta sono progettati secondo la norma europea EN 81-40:2020, che rientra nel quadro della Direttiva Macchine 2006/42/CE.
La posizione di parcheggio. La poltroncina va lasciata sempre nello stesso punto, fuori dal passaggio, in modo che non diventi essa stessa un ostacolo su cui inciampare.
L'ambiente attorno alla scala. Corrimano su entrambi i lati, luce sufficiente e buon contrasto sul bordo dei gradini restano utili anche dopo l'installazione, perché la scala continua a essere percorsa a piedi da tutti gli altri.
La formazione della famiglia. Al momento dell'installazione è il momento giusto per far provare l'impianto anche alla persona che assiste, badante compresa. E, finché è possibile, vale la pena coinvolgere nella scelta anche la diretta interessata: provarlo insieme, decidere il colore della seduta, sentirlo come una cosa propria. Non è un dettaglio sentimentale, è ciò che rende accettabile un oggetto nuovo in casa.
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Chi coinvolgere nella decisione
La valutazione non dovrebbe ricadere solo sulla famiglia. In Italia il riferimento sanitario per i disturbi cognitivi sono i CDCD, i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze: l'Istituto Superiore di Sanità mantiene una mappa online dei servizi per individuare quello più vicino.
Accanto al CDCD e al medico di famiglia, le due figure più utili su questo tema specifico sono il fisiatra e il terapista occupazionale, che valutano l'autonomia della persona nel suo ambiente reale. Quando è possibile ottenerla, una valutazione a domicilio vale più di qualsiasi consulenza a distanza, perché tiene conto di quella scala, in quella casa.
Alcuni ausili possono essere forniti dal Servizio Sanitario Nazionale: le condizioni e i limiti sono spiegati nella nostra guida su montascale e ASL.
Le agevolazioni disponibili
Una diagnosi di decadimento cognitivo può dare accesso al riconoscimento di invalidità e ai benefici della Legge 104, che incidono in modo significativo sul costo dell'impianto tra IVA agevolata al 4% e detrazione fiscale. Il quadro aggiornato, con i documenti necessari, è nella nostra guida su montascale e Legge 104. Per orientarti tra modelli e configurazioni, invece, può esserti utile la guida all'acquisto del montascale.
Parliamone insieme, senza impegno
Ogni scala è diversa e ogni situazione familiare lo è ancora di più. Un nostro consulente può fare un sopralluogo gratuito, valutare con voi se il montascale è la soluzione adatta e dirvi con franchezza quando non lo è.
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Nelle fasi iniziali spesso sì, se riesce a restare seduta per tutta la corsa, accetta la cintura e ha consolidato la routine d'uso. Nelle fasi più avanzate l'uso autonomo non è consigliabile e l'impianto va gestito da chi assiste. La valutazione va fatta caso per caso con i professionisti che seguono la persona.
Sì. L'interruttore a chiave disattiva l'impianto e la chiave resta a chi assiste. È l'accorgimento più utile quando si teme un utilizzo non sorvegliato, per esempio di notte.
Se l'installazione è prevedibile, conviene anticiparla. Imparare a usare un montascale è più semplice nelle fasi iniziali, e un'abitudine consolidata tende a reggere meglio di un'istruzione appresa di recente.
È la situazione che rende il montascale sconsigliabile. I dispositivi di sicurezza riducono i rischi, ma non sostituiscono la capacità di restare seduti. Se questo comportamento si presenta, va cercata un'altra soluzione.
Dipende dal grado di autonomia. La poltroncina è più semplice e meno invasiva, l'ascensore domestico offre una cabina chiusa in cui la persona non può scendere a metà percorso, il che lo rende spesso preferibile quando il decadimento è più marcato o quando si usa la carrozzina.
No. Il montascale elimina la necessità di affrontare la scala, non la possibilità. Se il problema è impedire l'accesso alla scala, servono misure aggiuntive.
Le agevolazioni fiscali e i contributi sono legati al riconoscimento dell'invalidità o della condizione di handicap, non alla semplice diagnosi. I passaggi sono descritti nella guida dedicata alla Legge 104.