Dopo la frattura del femore: Come organizzare il rientro a casa

Rientro a casa di un anziano dopo la frattura del femore: dimissioni, riabilitazione, casa sicura, ausili e scale. Guida pratica per le famiglie, con FAQ.

Aurelio Maglione

Di solito comincia con una telefonata. Una caduta, il pronto soccorso, l'intervento, e all'improvviso una famiglia intera si ritrova a fare i conti con parole nuove: carico, deambulatore, riabilitazione, dimissioni. Se sei qui, probabilmente stai attraversando proprio questi giorni, e la domanda è concreta: cosa dobbiamo fare adesso, e come prepariamo la casa per il ritorno?

Questa guida serve a questo. Non parla di medicina, ma di organizzazione: le domande da fare in ospedale, come rendere sicura la casa, quali ausili esistono e chi li fornisce, e come affrontare l'ostacolo più grande di tutti, le scale. Un passo alla volta, perché il recupero dopo una frattura del femore è un percorso delicato.

Una premessa importante. Ogni decisione clinica, dai tempi di recupero al carico sulla gamba operata, spetta esclusivamente all'équipe che segue il tuo familiare: ortopedico, fisiatra, fisioterapista, medico di famiglia. Questa guida non sostituisce il loro parere; ti aiuta a organizzare tutto il resto.


In sintesi

  • Dopo l'intervento, il percorso di recupero (tempi, carico, riabilitazione) lo definisce l'équipe sanitaria: il compito della famiglia è preparare il terreno, a partire dalla casa.
  • Prima delle dimissioni conviene arrivare con una lista di domande scritte: carico consentito, ausili necessari, dove si farà la riabilitazione, quali servizi territoriali si possono attivare.
  • La casa va adattata prima del rientro: percorsi liberi, tappeti via o fissati, luci notturne, bagno attrezzato, tutto ciò che serve a portata di mano.
  • Molti ausili per il rientro (deambulatori, sedie da comodo, rialzi per il WC, letti articolati) rientrano nel Nomenclatore del SSN e vanno richiesti per tempo.
  • Le scale sono l'ostacolo più delicato: nel breve periodo si organizza la vita su un piano solo, nel medio periodo esistono soluzioni definitive, con agevolazioni fiscali importanti.

Cosa succede dopo l'intervento: il percorso in breve

La frattura del femore nelle persone anziane è un evento tutt'altro che raro: secondo i dati del Programma Nazionale Esiti di AGENAS, nel 2023 i ricoveri chirurgici per frattura di femore in Italia sono stati quasi 96.000. Proprio per la sua frequenza, il sistema sanitario la monitora con standard precisi: per gli over 65 il trattamento tempestivo, con intervento entro due giorni, è considerato cruciale per ridurre il rischio di disabilità, tanto che la quota di interventi entro 48 ore è uno degli indicatori nazionali di qualità degli ospedali.

Dopo l'intervento inizia la parte più lunga: la riabilitazione. Può svolgersi in reparto, in una struttura riabilitativa o a domicilio, in base alle condizioni della persona e all'organizzazione del territorio. È l'équipe a proporre il percorso; alla famiglia spetta capire come funziona, cosa serve a casa e come farsi trovare pronta. Ed è qui che si gioca gran parte della serenità delle settimane successive.

Prima delle dimissioni: le domande da fare in ospedale

I giorni del ricovero passano in fretta e le informazioni arrivano tutte insieme. Il consiglio più utile che possiamo darti è semplice: arriva al colloquio con le domande scritte. Queste sono quelle che aiutano di più a organizzarsi:

  • Sul recupero: quanto carico può mettere sulla gamba operata? Con quali ausili deve muoversi (deambulatore, stampelle)? Cosa non deve assolutamente fare nelle prime settimane?
  • Sulla riabilitazione: dove proseguirà (struttura, ambulatorio, domicilio)? Con quale frequenza? Chi la organizza e chi contattare se qualcosa non parte?
  • Sui servizi: è attivabile una dimissione protetta o l'assistenza domiciliare? Le cure domiciliari rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma l'organizzazione concreta cambia da Regione a Regione: l'assistente sociale ospedaliera è la figura giusta a cui chiedere.
  • Sugli ausili: quali servono subito a casa? Possono essere prescritti prima delle dimissioni, così da averli già al rientro?
  • Sui controlli: quando sono le visite successive e chi le prenota?

Un quaderno dedicato, dove annotare risposte, nomi e numeri di telefono, vale più di quanto sembri.

Preparare la casa prima del rientro

La casa che andava benissimo un mese fa può non andare più bene ora, almeno per un po'. Non serve stravolgerla: serve guardarla con occhi nuovi. L'Istituto Superiore di Sanità indica con chiarezza le condizioni domestiche che aumentano la probabilità di cadere: pavimenti bagnati o appena lucidati, illuminazione scarsa, tappeti non fissati e scale. La preparazione parte da qui.

  • Percorsi liberi. Sgombra i passaggi tra letto, bagno, cucina e divano: via i tappeti (o fissali con rete antiscivolo), i cavi volanti, i mobiletti d'inciampo. Il deambulatore ha bisogno di spazio per girare.
  • Luce, soprattutto di notte. Il tragitto notturno verso il bagno è uno dei momenti più delicati: una lampada raggiungibile dal letto e luci notturne lungo il percorso riducono molto il rischio.
  • Il bagno. Tappetini antiscivolo in doccia o vasca, un sedile per lavarsi da seduti, maniglioni fissati da un tecnico vicino a doccia e WC, ed eventualmente un rialzo per il water, che rende molto più facile alzarsi.
  • La camera. Se la camera è al piano di sopra e le scale per ora sono off limits, valuta di allestire un letto al piano terra per le prime settimane: meglio una sistemazione provvisoria che una scala affrontata troppo presto.
  • I dettagli che contano. Scarpe chiuse e stabili (niente ciabatte aperte), oggetti di uso quotidiano ad altezza mano, telefono o campanello sempre a portata della persona.

Gli ausili per il rientro e chi li fornisce

Per il rientro a casa esistono ausili pensati esattamente per questa fase: deambulatori, sedie da comodo, rialzi per il WC, sedili per la doccia, maniglioni, letti articolati. Molti rientrano nel Nomenclatore dell'assistenza protesica del SSN e possono essere forniti tramite ASL alle persone che ne hanno diritto, su prescrizione dello specialista: ne abbiamo parlato in dettaglio nella guida su montascale e ausili tramite ASL. Un dettaglio pratico da sapere: per i sistemi di sostegno come i maniglioni, le spese di installazione restano a carico dell'utente.

Il consiglio d'oro è muoversi prima delle dimissioni: se la prescrizione parte quando la persona è ancora ricoverata, è più facile farsi trovare pronti al rientro. E per orientarti tra le tipologie c'è anche la nostra guida alla scelta degli ausili per disabili e anziani.

Il nodo delle scale

Parliamoci con franchezza: per chi sta recuperando da una frattura del femore, le scale sono l'ostacolo numero uno. Non a caso l'ISS le elenca tra le condizioni domestiche che aumentano il rischio di caduta, e le cadute sono la prima causa di incidente domestico tra gli anziani, con circa il 60% che avviene proprio in casa. Dopo una frattura, la priorità assoluta è evitarne un'altra.

Nel breve periodo la strategia è semplice: organizzare la vita su un piano solo, come abbiamo visto, e riprendere i gradini solo quando e come indica l'équipe, con l'accompagnamento previsto dal fisioterapista. Mai improvvisare, mai da soli le prime volte.

Poi c'è il medio e lungo periodo, e qui vale la pena ragionare con calma. Se la casa è su più livelli, la scala resterà un punto critico anche a recupero avanzato, soprattutto nei momenti di stanchezza. È in questa fase che molte famiglie valutano un montascale a poltroncina: si sale e si scende da seduti, con la cintura allacciata, premendo un pulsante, senza affaticare la gamba operata e senza dipendere da nessuno. L'installazione è rapida, nella maggior parte dei casi la guida si fissa sui gradini senza opere murarie, e tra IVA al 4% e detrazioni fiscali il costo effettivo si riduce sensibilmente. Per un quadro dei prezzi puoi partire dalla guida ai costi dei montascale nel 2026.

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Un sopralluogo si può fare anche mentre il tuo familiare è ancora in riabilitazione, così da avere tutto chiaro (misure, fattibilità, costi e agevolazioni) prima del rientro. Chiama il numero verde 800 395 385 oppure compila il modulo: un nostro consulente ti ricontatterà senza alcun impegno. Richiedi un preventivo gratuito.

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Prendersi cura anche di chi assiste

Un'ultima cosa, che diciamo spesso ai figli che ci contattano: organizzare il rientro di un genitore è un lavoro, e nessuno riesce a farlo da solo a tempo indeterminato. Dividere i compiti tra fratelli, accettare aiuto esterno, chiedere per tempo i servizi a cui si ha diritto non è egoismo: è ciò che rende sostenibile l'assistenza nel tempo. Se ti ritrovi in questa situazione, potrebbe esserti utile anche la nostra guida su scale e genitori anziani, pensata per figli e caregiver.

Un passo alla volta, senza restare soli

Una frattura del femore mette alla prova tutta la famiglia, non solo chi l'ha subita. La buona notizia è che non dovete inventarvi nulla: il percorso sanitario ha i suoi professionisti, e per tutto ciò che riguarda la casa e le scale ci siamo noi, con l'esperienza di chi lo fa da decenni.

Chiama il numero verde 800 395 385 oppure richiedi un preventivo gratuito: un nostro consulente ti ricontatterà per un sopralluogo senza impegno, anche mentre il tuo familiare è ancora in riabilitazione, così al rientro sarà tutto pronto.

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Non esiste un tempo uguale per tutti: dipende dal tipo di frattura e di intervento, dalle condizioni di salute precedenti e dalla riabilitazione. Si ragiona in settimane e mesi, non in giorni, e l'unica stima affidabile è quella dell'équipe che segue la persona. Diffida di chi promette tempi certi.

Percorsi liberi da tappeti, cavi e ostacoli; buona illuminazione, con luci notturne verso il bagno; bagno attrezzato con antiscivolo, maniglioni ed eventuale rialzo per il WC; se le scale sono per ora escluse, una sistemazione per dormire al piano di ingresso; scarpe chiuse e telefono sempre a portata di mano.

Molti ausili (deambulatori, sedie da comodo, rialzi, letti articolati) rientrano nel Nomenclatore del SSN e possono essere forniti tramite ASL alle persone che ne hanno diritto, su prescrizione dello specialista, di norma in comodato d'uso. Conviene attivare la richiesta prima delle dimissioni. Le spese di installazione di maniglioni e sostegni restano a carico dell'utente.

Lo decide esclusivamente l'équipe sanitaria, in base al tipo di intervento e ai progressi della riabilitazione: è una delle domande da fare prima delle dimissioni. Fino ad allora, meglio organizzare la vita su un piano solo e affrontare i gradini soltanto nei modi e con l'assistenza indicati dal fisioterapista.

È un percorso organizzato tra ospedale e servizi territoriali per non lasciare sole le famiglie al momento del rientro, ad esempio attivando cure domiciliari o riabilitazione. Nomi, criteri e modalità cambiano da Regione a Regione: il riferimento giusto è l'assistente sociale ospedaliera o il reparto che ha in cura il tuo familiare.

Sul piano pratico sì: il sopralluogo e l'installazione sono rapidi e nella maggior parte dei casi non richiedono opere murarie, quindi l'impianto può essere pronto per il rientro o poco dopo. Quando e come utilizzarlo va invece concordato con l'équipe che segue la persona, come ogni aspetto del recupero.

Sì. Per gli impianti fissi sono previste l'IVA al 4% e la detrazione fino al 50% sull'abitazione principale (36% sugli altri immobili), oltre al contributo comunale della Legge 13/1989, la cui domanda va presentata al Comune prima dell'inizio dei lavori, entro il 1° marzo. Trovi il quadro completo nella guida su Legge 104 e montascale e nella pagina su contributi e agevolazioni.